BUHA | I | REST Il ristorante clandestino

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All’interno di una vecchia fabbrica tessile di Budapest che risale al XX secolo si nasconde un ristorante clandestino, il nuovo Buha | i | rest  firmato dall’architetto d’interni russo Roman Plyus.

Si tratta dell’unione di un ristoro di classe, bar e spazio lounge dagli interni teatrali ed intimamente accoglienti colorato di nuance terracotta che oltre ad essere elegantissime e di tendenza richiamano i pavimenti ed i rivestimenti originari della vecchia struttura ospitante ed occupata per 350 metri quadri.

La scelta del colore trasmette al concept una dolce continuità tra interni ed esterni, un equilibrio caratterizzato dai mattoni rossi sulla facciata alla calda sensazione all’interno ripresa nelle finiture moderne.

“Il cliente desiderava uno spazio ultramoderno contrapposto alle sedie vintage di Pierre Jeanneret, lascito di un precedente progetto”, afferma il progettista.

Per gli appassionati di corner speciali e di social non può mancare un angolo a misura di selfie delimitato sul pavimento dalla parola Instagram nei pressi delle scale, dove è posizionata la gigantesca scultura Small Lie di KAWS.

A dire la verità l’intero locale sarebbe da immortalare per la scelta accurata degli arredi e degli accessori, perché la scultura non è l’unica. Una delle attrazioni è il camino dalle forme organiche, un altro ancora è il modulo XXL trovato nell’area dei divani, realizzato da mani artigianali ispirate da Alexander Calder.

Un occhio di riguardo viene tenuto per i dettagli conservati della struttura, i materiali di recupero e lo spirito ecofriendly per la scelta degli allestimenti.

Articolo a cura di Silvia Fabris

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