Rizoma Architetture progetta il nuovo Berberè Colonne a Milano

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Berberè Colonne a Milano

Inaugurato a Milano, in Corso di Porta Ticinese 1, la quarta pizzeria Berberè in città: Berberè Colonne, locale che presenta al suo interno il primo Mikkeller Bar in Italia, brew firm fondata nel 2006 a Copenhagen.

Questa, come le precedenti pizzerie del brand, ha un progetto architettonico site specific realizzato da Rizoma Architetture in collaborazione con le Comunicattive, con le quali hanno cooperato anche per la realizzazione dei precedenti locali.

Berberè Colonne a Milano

La nuova pizzeria nei pressi della colonne di San Lorenzo ospita 90 coperti (di cui 10 al bancone di fronte alle 10 spine) in un ambiente completamente ristrutturato distribuito in due grandi sale.

Berberè Colonne a Milano

L’intonaco è stato eliminato per dare luce al mattone grezzo, mentre la boiserie color senape contribuisce a scaldare gli interni. L’utilizzo di colori caldi del legno delle sedie e del bancone, insieme al tessuto color ruggine scelto per le panchine lungo le pareti, rende l’ambiente accogliente e confortevole. La cucina è a vista, altro elemento caratteristico dello stile Berberè, che pone al centro la trasparenza nella preparazione della pizza.

Berberè Colonne a Milano

Ovviamente grande importanza in questa location assume il bar, sintesi della contaminazione dei due brand sotto il punto di vista del design. Importante il muro delle birre tipicamente mikkelleriano con la grande lavagna per descrivere le proposte di birra del giorno e i rubinetti che spuntano direttamente dalla parete.

Berberè Colonne a Milano

Non poteva mancare il wall-painting, elemento presente in tutti i locali dell’insegna.

Le visual artists TO/LET, già autrici delle opere presenti in altri locali del gruppo, sulle pareti della nuova pizzeria milanese hanno realizzato un’opera su due muri frontali raffigurante un gioco divertito e ironico tra due bambine: una si nasconde il viso dietro un piatto con l’immagine di un’emoji sorridente, l’altra guarda con delle lenti 3d a molle, evocando un dialogo di sguardi, tra nascondersi e mostrarsi, interrompere e ricomporre la vista.

Ph. © Bruno Gallizzi

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