Variazioni dei dati catastali: cosa sono e quando sono necessarie

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Il Catasto è un registro pubblico all’interno del quale sono conservati, in formato cartaceo o digitale, i dati relativi ai beni immobili, sia i fabbricati che i terreni. Nello specifico, i primi sono registrati al Catasto urbano mentre per i secondi esiste il Catasto dei terreni (detto anche “rustico” o “fondiario”). Il registro catastale è presente in tutta Italia, con la sola eccezione delle Province Autonome di Trento e Bolzano, dove vige il Catasto tavolare.

I dati depositati al Catasto possono essere modificati, per correggere eventuali errori o per aggiornare le informazioni relative ad un’immobile. In particolare, a seconda dei casi, è possibile richiedere una voltura o una correzione delle informazioni presenti nel registro. Di seguito, vediamo in quali casi è necessario ricorrere ad un intervento di questo tipo e quali sono le relative procedure da seguire per comunicare le variazioni al Catasto.

Correzione dei dati catastali

La correzione dei dati depositati al Catasto si rende necessaria quando vengono riscontrati errori o incongruenze. La maggior parte di questi può essere corretta mediante procedure telematiche. È il caso, ad esempio, degli errori relativi all’intestatario dell’immobile (dati anagrafici, luogo e data di nascita, codice fiscale o quota di possesso). In tal caso, è necessario disporre dell’identificativo catastale dell’immobile e gli estremi di uno dei seguenti documenti: atto d’acquisto, successione, domanda di voltura, denuncia di nuova costruzione o variazione al catasto. Lo stesso dicasi per le inesattezze relative all’immobile: è possibile che alcuni estremi risultino errati (indirizzo, ubicazione o consistenza). Per effettuare la correzione servono gli stessi documenti necessari alla rettifica degli errori sull’intestatario.

La segnalazione di incoerenza “per fabbricato non dichiarato”, invece, può essere fatta tramite il servizio di Contact Center. Registrare i beni o gli ampliamenti che non risultano accatastati è un compito appannaggio dell’Agenzia delle Entrate; quest’ultima, attraverso il proprio sito ufficiale, spiega di aver “pubblicato gli elenchi dei Comuni e delle particelle di terreno nei quali è stata accertata la presenza di fabbricati o di ampliamenti di costruzioni che non risultano dichiarati in Catasto”. I fabbricati non registrati sono stati individuate per mezzo di un processo di foto-identificazione, in collaborazione con l’AGEA (Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura). Per quanto concerne i fabbricati rurali che risultano registrati al Catasto dei terreni anziché in quello dei fabbricati, è necessario effettuare una specifica segnalazione di incoerenza per fabbricato rurale”.

Alcune istanze di carattere più specifico rientrano tra quelle che non possono essere evase online; nello specifico, è necessario rivolgersi agli uffici per una richiesta di revisione della rendita catastale o per avere informazioni generiche riguardanti le procedure informatiche o lo stadio di avanzamento dell’espletamento di pratiche burocratiche.

La voltura catastale

La più significativa variazione dei dati catastali è rappresentata dalla voltura. Il termine identifica una procedura burocratica finalizzata a registrare il cambiamento di intestatario di un immobile. Come si legge sul portale specializzato Ivisura.it, le variazioni al catasto del nominativo dell’intestatario implica la modifica dei dati anagrafici della persona fisica che acquisisce la titolarità del bene, ossia nome, cognome, luogo e data di nascita e codice fiscale. A tal proposito, è bene sottolineare come esistano due tipi di voltura catastale.

Quella per “preallineamento” viene effettuata quando è stato già dichiarato il passaggio di proprietà del bene ma la voltura non è ancora inserita nella banca dati telematica del Catasto. La voltura “per afflusso”, invece, si rende necessaria qualora il passaggio di proprietà del bene non sia stato ancora comunicato agli uffici del Catasto; di conseguenza, la procedura prevede la presentazione del documento ufficiale che attesta il passaggio del titolo da un soggetto all’altro. Per volture incomplete, infine, è possibile richiedere il recupero automatico per integrare le informazioni mancanti.

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